Non buttare le bucce di banana, in primavera valgono come oro

L’altro giorno, in un agriturismo sulle colline del Cilento, ho visto una scena che mi ha riportato indietro di trent’anni. La signora Maria, ottant’anni portati come se ne avesse sessanta, stava interrando delle bucce di banana ai piedi delle sue rose. Mia nonna faceva la stessa identica cosa, e io da bambina pensavo fosse una strana fissazione contadina.

Poi solo informandomi e studiato la composizione chimica e nutriente delle bucce, ho capito che nonna e la signora Maria sapevano qualcosa che la scienza ha confermato solo dopo.

Non buttare le bucce di banane ecco come usarle - Sevenonline.it
Non buttare le bucce di banane ecco come usarle – Sevenonline.it

In primavera, quando le piante escono dal riposo invernale e chiedono nutrimento per foglie e fiori, le bucce di banana diventano più preziose dell’oro. E si trovano nella pattumiera di tutti.

Potassio, fosforo e quello che i fertilizzanti non dicono

La buccia di banana non è un rifiuto organico qualunque. Contiene percentuali di potassio che oscillano tra l’11 e il 13 per cento in base alla varietà e al grado di maturazione. Un dato che i fertilizzanti chimici vendono a caro prezzo. Ma c’è di più: fosforo per le radici, magnesio per la fotosintesi, calcio per la struttura cellulare.

Qualche anno fa, un laboratorio dell’Università di Bari ha analizzato campioni di terreno trattati con bucce di banana e ha registrato un incremento del 20 per cento della sostanza organica in soli tre mesi. La signora Maria non lo sapeva, ma i suoi rosai fioriscono meglio di quelli concimati con prodotti industriali.

Tre modi per usare queste bucce in giardino

Il primo metodo è il più antico e funziona in qualsiasi orto italiano. Taglio le bucce a pezzetti piccoli, grandi come una moneta da un euro, e le interro vicino alle radici a circa cinque centimetri di profondità. Si decompongono in quindici-venti giorni rilasciando nutrienti gradualmente. Perfetto per pomodori e peperoni, che in questo periodo cominciano a crescere.

Continuiamo secondo metodo l’ho imparato da un vivaista in Sicilia. Prendo tre bucce, le metto in un litro d’acqua per due giorni, poi filtro e uso quell’acqua per innaffiare. Diluito al 50 per cento diventa un tonico liquido che le piante d’appartamento assorbono in poche ore. Le mie felci in cucina non hanno mai avuto foglie così verdi.

Infine, ecco il terzo metodo, perfetto per chi ha pazienza. Essicco le bucce al sole fino a quando diventano fragili, poi le riduco in polvere con un macinino da caffè. Un cucchiaino sparso sul terreno dei vasi ogni due settimane fornisce potassio a lento rilascio per tutta la primavera.

Prima di procedere con questa operazione, però, ricorda una cosa molto importante… ovvero che le bucce vanno lavate bene e meglio se provengono da banane biologiche. I pesticidi usati sulle banane convenzionali si concentrano nella buccia e finiscono nel terreno. In fondo è la stessa attenzione che uso in pasticceria quando scelgo gli aromi. La buccia sbagliata rovina il dolce, come la buccia trattata rovina il terreno.

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