Città murate, Ville e Regine

Regione Veneto

Introduzione
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Castelfranco Veneto si raggiunge da Padova, attraverso la Statale 307 e da Vicenza per mezzo della Statale 53. Arrivando da nord, per la A27 - uscita casello di Treviso Nord -, si può imboccare la Postumia Romana in direzione Vicenza. Da Mestre-Venezia, lungo la Statale 245 in direzione Scorzé. Castelfranco è un’importante nodo ferroviario sulle linee Treviso-Vicenza-Milano, Venezia-Trento e Padova-Belluno.
Asolo e Montebelluna si raggiungono da Treviso attraverso la S.S. 348 ‘Feltrina’ (Montebelluna è raggiungibile anche in treno da Venezia-Treviso e da Padova via Castelfranco), oppure, da Milano, uscendo dall’Autostrada A31 al casello di Vicenza e proseguendo in direzione Castelfranco Veneto.

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STORIA E ARTE
Nel 1995 sono stati celebrati gli ottocento anni della fondazione di Castelfranco Veneto, città libera, edificata dai trevigiani per difendersi dai potenti feudatari che scorrazzavano nella zona e dalle temibili città concorrenti di Padova e Venezia. Con l’arrivo della Serenissima, il suo territorio, liberato dalle scorrerie, diventa presto sede ambita delle famiglie patrizie che vi edificheranno delle prestigiosissime ville.

Tre regine hanno eletto Asolo a loro dimora. La prima è una regina vera e propria, Caterina Cornaro, ex Regina di Cipro, che qui tenne la sua corte regale, sfarzosa e di eccellenza culturale (il poeta Pietro Bembo era un frequentatore di questa cerchia).

Asolo Via del centro

L’altra regina fu Eleonora Duse, che qui dimorò a lungo, (nei suoi ultimi anni abitò in un elegante palazzetto nella splendida Via Canova); della grande artista sono conservati molti cimeli della sua attività.

Infine Freya Stark, la grande viaggiatrice inglese, che qui dimorò nella villa che oggi porta il suo nome (visitabile) e nel cui giardino esterno sono stati rinvenuti di recente i resti di un originale Teatro romano.

Il Giorgione e le armonie dei lumi tra la cinta del ‘Castello’.

L’antica città murata di Castelfranco non conserva ormai alcunché del suo vecchio profilo guerriero, e il Castello è oggi il suo salotto, nel quale fa accomodare con molta cordialità i suoi ospiti, mostrando i suoi gioielli.

Primo di tutti il Duomo settecentesco di F.M. Preti con la sua reliquia, una Pala del Giorgione (1505 ca) raffigurante una

Madonna con bambino, fra S. Liberale, il santo protettore di Treviso e S. Francesco. A fianco del Duomo c’è un edificio, la cosiddetta "Casa del Giorgione", decorato con fregi attribuiti allo stesso artista, dove

si ritiene abbia vissuto.

Sempre all’interno della città murata si trovano altri eleganti palazzi, le torri che sovrastano le porte d’entrata della cittadella e il Teatro Accademico, sempre

Castelfranco affrescata

del Preti: la costruzione del Teatro testimonia della vivacità culturale che attraversò la comunità castellana nel settecento, della quale gli abitanti di oggi custodiscono con orgoglio la vocazione.

Castelfranco fu città di Jacopo Riccati, animatore di circoli illuministici, matematico di grande valore che discuteva alla pari con Leibniz.

Fuori della cinta muraria si sosta nelle Piazze del Mercato, su cui si affacciano nobili palazzetti ed edifici in cui si svolgono intensi traffici di una vita economica e commerciale attivissime.

Vicino a Castelfranco Veneto, ad Altivole, si staglia un poderoso edificio, che alla sua prima vista incuriosisce subito il visitatore: è il Barco della Regina Cornaro, che qui alla fine del Quattrocento, costretta nell’esilio dorato di Asolo, costruì uno strabiliante compendio di edifici e giardini che dovette apparire per i viaggiatori di allora "bello come la Regia del re di Franzha".

Sempre ad Altivole nella fazione di S. Vito si può visitare un altro capolavoro: la tomba di famiglia Brion, progetto dell’architetto Carlo Scarpa. Il complesso monumentale (1970-1975) che ha visitatori entusiasti da tutte le parti del mondo, sorprende sia per la raffinatezza delle sue forme che per la sua collocazione, in un piccolo cimitero di campagna.

La famiglia Brion ha diretto nella zona importanti attività produttive, i cui stabilimenti sono perfettamente inseriti negli ambiti naturali, risultando uno dei primi tentativi di coniugare economia ed ecologia.

A Riese Pio X si può visitare invece la casa natale del grande Papa trevigiano.

L’asolano e il montebellunese tra storia e cultura.

Asolo, in splendida posizione, sopra una collina, con lo sguardo aperto verso le Prealpi e la pianura veneta, dominata da una Rocca di origini misteriose, è forse il più affascinante centro storico della Marca trevigiana, meta continua degli appassionati di arte e storia.

Molti i palazzi, le ville, le chiese ed i conventi che arricchiscono il suo nucleo urbano, che si può percorrere con piacevolissime passeggiate sotto i portici o tra le caratteristiche viuzze.

Ad Asolo si trovano rinomate botteghe artigiane - la tessoria, laboratori di ceramica - a testimonianza di una cultura del lavoro manuale che ha sempre saputo reinventarsi.

A otto chilometri da Asolo sorge Possagno, patria di Antonio Canova.

Il grande scultore neoclassico, che qui nacque nel 1751, ha lasciato nella sua terra preziosissime testimonianze della sua attività artistica: il Tempio canoviano, dalla inconfondibile composizione (all’interno vi sono opere dello stesso Canova, di Palma il Giovane e di Luca Giordano) e la Gipsoteca, annessa alla sua casa natale, che raccoglie il materiale esistente, alla morte dell’artista, nel suo atelier romano.

Possagno Canova

Scendendo da Asolo verso la pianura si giunge a Maser e si ammira ‘Villa Barbaro’, capolavoro del Palladio, affrescata all’interno da Paolo Veronese.

A Montebelluna va visitato, a Villa Biagi, il Museo Civico ‘Bellona’ con i suoi reperti paleoveneti, che ci conducono agli albori degli insediamenti storici nel Veneto e nel Trevigiano.

Montebelluna é ‘capitale’ di un distretto produttivo tra i più famosi del mondo; fra le produzioni di questo territorio segnaliamo in particolare lo scarpone da montagna, che ha avuto l’onore di un Museo tutto per sé nella Villa Zuccareda.

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CUCINA

Nel territorio di Castelfranco si produce il ‘radicchio rosso variegato’, un’altra famosa varietà di questo prelibato ortaggio, simile ad una rosa di petali screziati, dal sapore dolce. Si può apprezzare poi la ‘fregolota’, un dolce secco. Castelfranco è sede di rinomate industrie dolciarie. I ristoranti della zona offrono nel contempo altre gradevoli specialità (in diverse trattorie si possono assaggiare menù a base di carne di cavallo, o di anitra e cacciagione) che variano col mutare delle stagioni.

Scendendo verso Treviso si giunge a Badoere famosa per l’asparago bianco, eccellente ortaggio per risotti sublimi o che si accompagna, lessato, alle uova sode.

l Colle del Montello (altezza massima 368 metri)

Cucina uova e asparagi

é la collina delle scampagnate gastronomiche dei trevigiani e veneziani,Iattraversata da 21 strade o ‘prese’ e punteggiata di ville e bellissimi esempi di architettura rurale.

Qui sono molto rinomati i funghi (famosissimi i chiodini, da mangiare con polenta bianca e soppressa) e anche alcuni tipi di vino che diventano l’occasione per superbe scorpacciate nei periodi giusti (autunno).

Formidabili sono poi i formaggi del Grappa, fra cui il famoso ‘Morlach’.

A Cornuda é famosa la produzione del Curaçao, a base di bucce di arance amare.

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MANIFESTAZIONI

A Castelfranco sono da ricordare le iniziative legate al radicchio.

Importanti manifestazioni si svolgono a Bessica di Loria (nel mese di marzo) con una grande mostra di piante ornamentali e del vivaismo e a Riese, con la grande sagra per le celebrazioni pasquali di Cendrole, il santuario di Papa Pio X. In

Cendrole, il santuario di Papa Pio X. In località Caravaggio (comune di Vedelago) c’è il Santuario della Madonna del Caravaggio.

Asolo è città dalla ricca vita culturale, in particolare legata a manifestazioni musicali (‘Asolo Musica’), palcoscenico ambito per artisti provenienti da tutto il mondo.

Sempre ad Asolo si tiene un mercatino dell’antiquariato ogni seconda domenica del mese, ad esclusione dei mesi di luglio e agosto, mentre a Montebelluna vi è un intenso calendario di manifestazioni folcloristiche e culturali che si svolge soprattutto nel mese di settembre, fra le quali un animatissimo ‘Palio’ che impegna tutte le contrade cittadine.

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Data ultima modifica: 09/04/04